Contrada Castello

Cenni storici

La storia narra che Contrada Castello, la prima Contrada della Nobile Città di Fermo, come le altre contrade cittadine, ha conosciuto il suo sviluppo attorno alla metà del XIII° sec.; naturalmente la sua strutturazione ed estensione era molto diversa da quella odierna.
Si articolava in tre “Vici”: San Lorenzo, San Giovanni e Santa Maria.

La chiesa parrocchiale di San Lorenzo, che risale al IX° sec., occupava l’ala settentrionale dell’attuale Villa Vinci, così come risulta dal documento dell’anno 883 di donazione all’Abazia benedettina Santa Croce al Chienti, attribuita all’Imperatore Carlo il Grosso.

La Chiesa di San Giovanni sorgeva invece lungo le pendici sud-occidentali del Girfalco, nell’area dell’antico teatro romano, denominato “Arena”.

La Chiesa di Santa Maria Maddalena, fondata dal Vescovo Presbitero intorno al 1182, sorgeva accanto a San Pietro della Penna. Successivamente passò sotto la giurisdizione del Capitolo dei canonici della Cattedrale, che nel 1329 la donarono alle monache agostiniane. La maggior parte di Contrada Castello prima del 1396 era dislocata sulla spianata del Girfalco, il punto più alto della città dove sorgeva la Rocca.

PALII VINTI

3

COLORI

Giallo - Blu

CORPORAZIONI

Tabernai, Speziali e Orafi

PRIORE

Giorgio Prugnoletti

MOTTO DI CONTRADA

Nobilitas et Virtus

Lo stemma di Contrada Castello (leone rampante con ramo di cotogno) ricorda quello degli Sforza che dominarono Fermo dal 1433 al 1446 e legarono il loro nome al Castello del Girfalco, distrutto dal popolo fermano il 20 febbraio 1446, dopo la capitolazione di Francesco Sforza.

Nella parte verso Levante incomincia sotto il Locale, che fu Chiesa detta di Ogni Santo nell’imboccatura del Vicolo intermedio agli Orti dell’Ospizio dei P.P.Cappuccini, e dei Fratelli Perozzi, e prosegue nell’alto Vicolo esistente presso la Casa del sig. Conte Francesco Paccaroni, e l’altra del fu Giuseppe Graziani, indi intersecata la strada grande rientra nell’altro Vicolo che traversa le Case sfasciate, ed a seconda della direzione di detto Vicolo continua fino alla Porta del Crocefisso detta di S. Antonio. Nella parte verso il Mezzogiorno incomincia dalla Casa di Antonia Barboni al Civico N.609 sotto l’indicato Locale, che fu Chiesa di Ogni Santo, ed a seconda delle Ripe del Girone giunge al confine, che divide il Terreno selvato del sig. Conte Francesco Paccaroni, e l’altro del fu Luigi Colli, indi proseguendo per il Circondario delle Mura Castellane verso Ponente va a terminare nell’ultimo angolo dell’Orto del Monastero di S. Chiara presso le divisate Mura Castellane. Nella parte verso Ponente incomincia dal mentovato angolo dell’Orto di S. Chiara, e proseguendo per il Vicolo, che ivi esiste di prospetto, giunge alla Fontana denominata di S. Pietro, poscia continuando il profilo sotto il muro dell’Orto del Conservatorio delle Orfane, e la Casa Parrocchiale di S. Zenone giunge al punto dove in addietro esisteva l’Arco di Pietra elevato sopra la Strada grande, indi imbocca nel Vicolo contiguo alla Casa del sig. Tommaso Casellini, ed a seconda di detto Vicolo va a terminare nell’angolo dell’Orto del Convento di S. Agostino presso le Mura Castellane. Nella parte verso Tramontana incomincia dal mentovato Angolo dell’Orto dei P.P. Agostiniani, ed a profilo delle Mura Castellane va a terminare nella divisata Porta della Città detta di S. Antonio.

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