Contrada Capodarco

Cenni storici

Capodarco è una delle quattro contrade foranee e tra esse è certamente la più grande per estensione territoriale. La storia dice che già nel 1100 esisteva una fortezza costruita all’apice di Monte Secco: da alcuni documenti risulta il Castrum Montis Sicchi, con il suo consiglio generale che veniva convocato a Fermo in occasioni di grandi strategie che disponeva il governo della città. Nel territorio c’è stata anche una forte presenza religiosa, tanto che i Canonici proprietari del territorio fecero una donazione di terre per la costruzione di un edificio destinato alla cura dello spirito affidato ai Frati Francescani. Il luogo religioso venne apprezzato dalla nobiltà fermana: si diceva che “non lontano da Fermo vi è un luoghetto alla foresta, chiamato Capo d’Arco donato dalli signori Canonici alla Religione: l’aere è buono ed è luogo da far vita ritirata”.

Il Convento dovette avere una certa importanza dato che nel 1553 vi si tenne un Capitolo dei frati di San Francesco dell’Eremo. La stessa struttura ospitava la Chiesa di Santa Maria di Capodarca, di esigue dimensioni.
Nel 1661 la Chiesa di Santa Maria diventa Parrocchiale. Attualmente nella Chiesa è custodito il Polittico di Vittore Crivelli.

PALII VINTI

5

COLORI

Rosso - Bianco

CORPORAZIONI

Canestrai

PRIORE

Stefano Postacchini

MOTTO DI CONTRADA

Pietas et Nobilitas

Contrada Capodarco è stata terra di agricoltori e di artigiani; di maggior rilievo sono i crivellai e i canestrai, grande risorsa economica insieme a quella commerciale che si sviluppa più nella zona costiera. La generosa partecipazione della gente di Capodarco alla Cavalcata dell’Assunta, fa pensare che quella operosità resa viva dai Frati Francescani negli anni della pestilenza, continua ad essere parte della cultura dei Capodarchesi.

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