Lunedì 14 agosto si ripeterà la magia del Magnifico Corteo storico in costume del XV° secolo che sfilerà in notturna dalla chiesa di Santa Lucia fino alla Cattedrale ma senza entrare nel Duomo, ancora chiuso, allestendo la cerimonia sul sagrato.

Il regista Oberdan Cesanelli dà alcune anticipazioni riguardo la composizione del corteo: “In questi cinque anni nei quali ho curato la regia, abbiamo svolto un percorso di approfondimento di numerose tematiche legate alla Cavalcata, con laboratori, seminari e incontri con esperti. Quest’anno avanziamo ancora lungo il percorso che proseguirà, perché siamo convinti che la Cavalcata debba essere anche ricerca, spiegazione, approfondimento, consapevolezza e crescita. Nell’allestire il corteo, con il gruppo operativo che se ne occupa, abbiamo deciso di seguire il suggerimento degli esperti Elisa Tosi Brandi e Lucio Paolo Testi, con i quali da circa due anni facciamo formazione riguardo gli abiti e, appunto, il corteo. Quest’anno – spiega il regista annunciando una importante novità – rompiamo lo schema che vede le coppie sfilare insieme e tenendosi per mano, dato che si tratta di un aspetto che non rispecchia pienamente la realtà medievale. L’obiettivo di essere il più aderenti possibile, per quanto le fonti storiche ce lo consentano, ci porta a realizzare una divisione tra uomini e donne che di fatto c’era nella società medievale. Per ogni contrada quindi sfilerà soltanto una coppia, quella della famiglia nobile di riferimento, non per mano ma l’uno accanto all’altra, mentre per gli altri nobili e per il ceto medio le figure maschili e quelle femminili saranno divise. I popolani delle contrade chiuderanno tutti insieme il corteo, senza distinzioni”.

Infine, la dama della Cernita: “Sarà Giulia Ferracuti, la dama di Torre di Palme del 2016, estratta a sorte tra le dame di tutte le contrade dello scorso anno. Questo il criterio con cui si selezionerà ogni anno la dama del Palio, scegliendo dunque tra le dame di contrada, solitamente indicate tra le persone più attive e impegnate per la contrada stessa”.



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