Città di Fermo

territorio-fermo-panorama-700x225Arroccata su una collina, il monte Sàbulo, Fermo è una città nobile e antica. Le sue origini, con presenze villanoviane e picene, risalgono all’età del ferro ( IX sec. a. C.). Col nome di ‘Firmum Picenum’ divenne colonia romana, nel 264 a.C.; a Roma rimase sempre fedele, come attesta il motto che campeggia sullo stemma cittadino (“Firmum firma fide Romanorum Colonia”). Testimonianza di quest’epoca sono, tra l’altro, le grandiose Cisterne romane per la raccolta e depurazione delle acque. Fermo fu poi soggetta alle dominazioni barbariche, Goti, Visigoti ed Ostrogoti (la regina Amalasunta soggiornò a lungo a Fermo), fino a diventare con l’arrivo dei Longobardi una potente Marca che si estendeva da Ancona a Pescara, inizialmente nell’ambito del Ducato di Spoleto. Amministrata prima da un Vescovo-Conte, poi dal Comune, costituito alla fine del XII sec., Fermo divenne la più importante e popolosa città delle Marche (il nome Marche deriva appunto dalla presenza della Marca Fermana prima e della Marca Anconetana poi). Importante centro di studi voluto nell’ 825 dall’imperatore Lotario, fu prestigiosa sede universitaria fino al 1826. Nell’ambito del dominio pontificio, Fermo fu un importante punto di riferimento, a capo di un territorio in cui ricadevano da 40 a 80 castelli, presidiando la costa dell’Adriatico dal Musone al Tronto e fornendo di grano la capitale. Il centro storico di Fermo, frutto dello sviluppo urbano medievale e rinascimentale, è un vero e proprio museo a cielo aperto costruito su tre livelli.

Fermo-duomo-aereaAl primo livello, in un intricato dedalo di vicoli ripidi e scoscesi, i portali dei palazzi signorili e delle chiese si susseguono avvicinati come quadri appesi in una galleria d’arte. Al secondo livello c’è Piazza del Popolo, dove si raccolgono i palazzi della comunità: il Palazzo dei Priori con la Pinacoteca (opere di Rubens, Giusto da Gand, Andrea da Bologna e Jacobello del Fiore), il Palazzo Vescovile, il Palazzo degli Studi con la Biblioteca Civica “Romolo Spezioli” (una delle più importanti d’Italia: 400.000 volumi, 180 codici medievali, 646 incunabuli, 15.000 cinquecentine), il Loggiato di San Rocco, il Palazzo Apostolico con il Municipio, il Teatro dell’Aquila. Al terzo livello c’è il piazzale del Girfalco, in vetta al colle dove un tempo sorgeva la Rocca, poi abbattuta dai fermani dopo la tirannia dello Sforza (1446), dove si staglia la mole imponente del Duomo, dalla facciata romanico-gotica e da cui si può ammirare tutt’intorno uno splendido panorama che spazia dal mare Adriatico ai monti Sibillini.